{"id":1315,"date":"2019-01-11T15:30:28","date_gmt":"2019-01-11T14:30:28","guid":{"rendered":"https:\/\/it.sx-magazine-wp.sixt.io\/magazine\/?p=1315"},"modified":"2021-02-22T15:49:47","modified_gmt":"2021-02-22T14:49:47","slug":"cosa-vedere-gratis-a-venezia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sixt.it\/magazine\/viaggi\/cosa-vedere-gratis-a-venezia\/","title":{"rendered":"Cosa vedere gratis a Venezia: 5 consigli"},"content":{"rendered":"<p>Sono mediamente <strong>25 milioni i turisti<\/strong> che ogni anno visitano Venezia, pronti a sgomitare per farsi spazio quotidianamente attraverso le suggestive strade, ponti e canali. Il suo tessuto urbano unico al mondo \u00e8 preso d\u2019assalto 365 giorni all\u2019anno, in molti casi da visitatori mordi e fuggi agguerriti e fermamente intenzionati a scattare un selfie nelle sue location pi\u00f9 famose e ad assaporare le sue romantiche atmosfere. Molto \u00e8 stato gi\u00e0 scritto e detto a proposito dell\u2019intenso sfruttamento turistico di una citt\u00e0 che, per motivi storici e geografici, da decenni \u00e8 sempre in precario equilibrio e lotta per la sua sopravvivenza, con enormi difficolt\u00e0 nel gestire flussi di entrata decisamente sproporzionati rispetto alla sua effettiva capacit\u00e0 di accoglienza. I prezzi decisamente salati di Venezia, dai ristoranti agli hotel, dai vaporetti all\u2019uso dei servizi igienici pubblici, sono in effetti uno dei ricordi meno piacevoli che i turisti riportano a casa, e per molti la tanto attesa visita di Venezia si trasforma in un vero e proprio salasso.<\/p>\n<p>Con un po\u2019 di accortezza e preparazione, tuttavia, si possono <strong>minimizzare gli inconvenienti<\/strong> e optare per una vacanza smart, persino in una delle mete pi\u00f9 famose del turismo di massa.<br \/>\nCon questo spirito, abbiamo deciso di stilare qui una piccola lista di cosa vedere gratis a Venezia, partendo alla scoperta della citt\u00e0 lagunare senza spendere un euro. Se in alcuni casi si tratta di assoluti classici, altre si trovano al di fuori delle rotte pi\u00f9 battute dai turisti, e quindi visitarle vi dar\u00e0 la possibilit\u00e0 di conoscere Venezia da un\u2019altra prospettiva, respirando e vivendo inaspettati preziosi momenti di tranquillit\u00e0. Pronti?<\/p>\n<h2>1 &#8211; Basilica di San Marco<\/h2>\n<p>La splendida Basilica di San Marco, dati alla mano, \u00e8 uno dei panorami pi\u00f9 condivisi sui social, e con il suo inconfondibile campanile e le sue cinque cupole, rappresenta di fatto il simbolo &#8211; insieme all\u2019adiacente Palazzo Ducale che si affaccia su Piazza San Marco &#8211; della magnificenza di Venezia nei mille anni di vita della Repubblica della Serenissima. Stando cos\u00ec le cose, ci si potrebbe aspettare di dover pagare per entrare, mentre l\u2019ingresso alla cattedrale, la cui costruzione ebbe inizio nel X secolo per custodire le spoglie dell\u2019evangelista Marco trafugate da Alessandria d&#8217;Egitto da due mercanti veneziani, \u00e8 gratuito. Gi\u00e0 all\u2019esterno, e soprattutto una volta entrati, potrete ammirare sontuosi mosaici realizzati da artisti orientali usando tessere dorate, raffiguranti temi tratti dall\u2019Antico e Nuovo testamento, nonch\u00e9 figure allegoriche e altre significative testimonianze della storia, delle aspirazioni, della fede di&nbsp;Venezia, parallelamente all&#8217;evolversi dei linguaggi e delle tendenze che hanno caratterizzato la sua arte fin dalle sue origini greco-bizantine.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-1329 lazyload\" data-src=\"https:\/\/it.sx-magazine-wp.sixt.io\/magazine\/wp-content\/uploads\/sites\/8\/2019\/01\/k-san-marco.jpg\" alt=\"piazza san marco venezia\" width=\"1180\" height=\"885\" data-srcset=\"https:\/\/www.sixt.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/\/sites\/8\/2019\/01\/k-san-marco.jpg 1024w, https:\/\/www.sixt.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/\/sites\/8\/2019\/01\/k-san-marco-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.sixt.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/\/sites\/8\/2019\/01\/k-san-marco-768x576.jpg 768w\" data-sizes=\"(max-width: 1180px) 100vw, 1180px\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" style=\"--smush-placeholder-width: 1180px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 1180\/885;\" \/><\/p>\n<p>La fila per accedere alla basilica di San Marco \u00e8 sempre lunga, con tempi medi di attesa intorno alla mezz&#8217;ora. Se preferite non perdere tempo per entrare, sono disponibili a pagamento appositi biglietti &#8216;salta-la-fila&#8217;, pensati per i turisti che so trovano a visitare la citt\u00e0 nei periodi di maggiore affluenza, durante il Capodanno e il Carnevale.&nbsp;&nbsp;La durata della visita all&#8217;interrno della Basilica \u00e8 di circa 10 minuti, e va ricordato che l&#8217;accesso \u00e8 consentito solamente se si \u00e8 vestiti in maniera consona alla sacralit\u00e0 del luogo. Accertatevi di avere le spalle coperte, se non volete essere costretti ad affittare dei coprispalle prima di entrare. Le foto e i video sono inoltre proibiti, cos\u00ec come i bagagli o borse voluminose, che possono essere lasciati nell&#8217; Ateneo San Basso, in Piazzetta dei Leoncini, a poca distanza dalla Basilica.<\/p>\n<h2>2. Santa Maria della Salute &#8211; Nozze di Cana del Tintoretto<\/h2>\n<p>Fin dal 1631, i veneziani si recano ogni anno il 21 novembre a visitare la <strong>Basilica di Santa Maria della Salute<\/strong>, situata di fronte a San Marco. Il significato di questo gesto assume un&#8217;importanza rituale giacch\u00e9 la chiesa venne edificata dall&#8217;architetto Baldassarre Longhena in forma di ringraziamento alla Vergine Maria per la fine della terribile pestilenza che aveva decimato la popolazione. In questa data gli abitanti di Venezia, ma non solo, sono soliti attraversare un ponte sul Canal Grande costruito appositamente per la ricorrenza, ed entrare per accendere una candela, pronunciare una preghiera o semplicemente fare un giro tra i banchi di dolciumi che ogni anno vengono allestiti intorno alla Basilica.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-1324 lazyload\" data-src=\"https:\/\/it.sx-magazine-wp.sixt.io\/magazine\/wp-content\/uploads\/sites\/8\/2019\/01\/k-basilica-della-salute.jpg\" alt=\"venezia gratis\" width=\"550\" height=\"413\" data-srcset=\"https:\/\/www.sixt.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/\/sites\/8\/2019\/01\/k-basilica-della-salute.jpg 1024w, https:\/\/www.sixt.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/\/sites\/8\/2019\/01\/k-basilica-della-salute-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.sixt.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/\/sites\/8\/2019\/01\/k-basilica-della-salute-768x576.jpg 768w\" data-sizes=\"(max-width: 550px) 100vw, 550px\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" style=\"--smush-placeholder-width: 550px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 550\/413;\" \/>&nbsp; &nbsp;<img decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-1332 lazyload\" data-src=\"https:\/\/it.sx-magazine-wp.sixt.io\/magazine\/wp-content\/uploads\/sites\/8\/2019\/01\/k-nozze-di-cana.jpg\" alt=\"nozze di cana\" width=\"550\" height=\"413\" data-srcset=\"https:\/\/www.sixt.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/\/sites\/8\/2019\/01\/k-nozze-di-cana.jpg 640w, https:\/\/www.sixt.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/\/sites\/8\/2019\/01\/k-nozze-di-cana-300x225.jpg 300w\" data-sizes=\"(max-width: 550px) 100vw, 550px\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" style=\"--smush-placeholder-width: 550px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 550\/413;\" \/>La Chiesa \u00e8 ad accesso libero, e salvo particolari celebrazioni liturgiche pu\u00f2 essere visitata ogni giorno (9.30-12 e 15-17.30), ma se siete fermi nel vostro proposito di conoscere il meglio di Venezia senza spendere un centesimo, tenete a mente la data del 21 novembre, perch\u00e9 in questo giorno potrete accedere gratuitamente anche alla sua <strong>Sagrestia<\/strong>, che custodisce tesori pittorici di inestimabile valore. Tra questi, importanti opere di Tiziano quali il&nbsp;\u2018<strong>San Marco in trono, con i santi Cosma, Damiano, Sebastiano e Rocco<\/strong>&#8216;,&nbsp; \u2018<strong>Caino ed Abele<\/strong>&#8216; e \u2018<strong>Il sacrificio di Abramo ed Isacco<\/strong>&#8216;, ma soprattutto la grande tela (di circa 4 metri per 5) del Tintoretto intitolata &#8216;<strong>Le nozze di Cana<\/strong>&#8216; , il cui restauro si \u00e8 concluso nel 2017 dopo 18 mesi di lavori, e che secondo alcune recenti riletture conterrebbe anche un autoritratto del pittore stesso. L&#8217;importanza dell&#8217;opera, anche rispetto all&#8217;omonimo dipinto realizzato dal Veronese, sta nel fatto che Tintoretto rappresenta la tavolata in senso longitudinale, spostando l&#8217;asse della prospettiva sulla sinistra, dimostrando cos\u00ec innovazione e una rottura con i dogmi della tradizione pittorica precedente.<\/p>\n<h2>3. Biblioteca Marciana<\/h2>\n<p>Nel 1362 il poeta Francesco Petrarca decise di donare i suoi libri alla Repubblica della Serenissima, affinch\u00e9 andassero&nbsp;a comporre il nucleo di una collezione a disposizione di studiosi e amanti della letteratura e della cultura. Fu solo nel 1468, quando il cardinale e umanista bizantino Bessarione don\u00f2 alla citt\u00e0 la sua collezione di circa 750 codici greci e latini, manoscritti e opere stampate, che la citt\u00e0 di Venezia inizi\u00f2 a progettare la costruzione della propria biblioteca pubblica, avviando i lavori nel 1537 sulla base di <strong>disegni di Jacopo Sansovino<\/strong>.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-1333 aligncenter lazyload\" data-src=\"https:\/\/it.sx-magazine-wp.sixt.io\/magazine\/wp-content\/uploads\/sites\/8\/2019\/01\/k-Biblioteca_marciana.jpg\" alt=\"biblioteca marciana\" width=\"1180\" height=\"885\" data-srcset=\"https:\/\/www.sixt.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/\/sites\/8\/2019\/01\/k-Biblioteca_marciana.jpg 640w, https:\/\/www.sixt.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/\/sites\/8\/2019\/01\/k-Biblioteca_marciana-300x225.jpg 300w\" data-sizes=\"(max-width: 1180px) 100vw, 1180px\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" style=\"--smush-placeholder-width: 1180px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 1180\/885;\" \/>La Biblioteca Marciana custodisce importanti manoscritti, come ad esempio il Breviario Grimani, risalente al \u2018500, il <strong>Mappamondo di Fra Mauro<\/strong> ed alcuni libri realizzati dall\u2019editore, grammatico e umanista Aldo Manuzio. Al primo piano della Biblioteca potrete ammirare il Vestibolo, con un soffitto che ospita il dipinto &#8216;La Sapienza&#8217; di Tiziano, e la sala della Libreria, con una volta divisa in ventuno tondi, tutti dipinti da sette pittori scelti da Tiziano e dallo stesso Sansovino: i dipinti pi\u00f9 famosi sono di Paolo Veronese, mentre alle pareti sono appesi ritratti di famosi Filosofi, alcuni dei quali realizzati dal Veronese e dal Tintoretto.<\/p>\n<h2>4 &#8211; Ghetto ebraico<\/h2>\n<p>La fortuna di Venezia nell&#8217;antichit\u00e0 si fondava sui commerci, e sul fatto di costituire un centro importante di scambi fra l\u2019oriente e l\u2019occidente. I primi ebrei giunsero nella Repubblica della Serenissima all&#8217;inizio del XI secolo, e nonostante la loro presenza fu in alcuni periodi ostacolata, essi erano fondamentali per l&#8217;economia della Serenissima, giacch\u00e9 ai cristiani era fatto divieto di prestare denaro a pegno, attivit\u00e0 che invece venne svolta fin dall&#8217;inizio dalla comunit\u00e0 ebraica. Nel 1516 il governo decret\u00f2 che gli ebrei dovesser vivere tutti nella stessa zona, e dopo aver espropriato la zona alle famiglie che la abitavano, li releg\u00f2 in un\u2019isola della parrocchia di San Girolamo, a <strong>Cannaregio<\/strong>, dove si trovavano le fonderie (i &#8216;geti&#8217; o &#8216;gheti&#8217;, in dialetto veneziano, termine che sarebbe di fatto alla base dell&#8217;etimologia della parola ghetto), sottoponendoli a numerose regole restrittive. Nasceva cos\u00ec il primo ghetto d&#8217;Europa, ricco per\u00f2 di sinagoghe &#8211; anche dette &#8216;Scole &#8211; erette tra il &#8216;500 e &#8216;600 dai diversi gruppi etnici che componevano la comunit\u00e0, proveniente soprattutto dall&#8217;Europa Centrorientale.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-1327 aligncenter lazyload\" data-src=\"https:\/\/it.sx-magazine-wp.sixt.io\/magazine\/wp-content\/uploads\/sites\/8\/2019\/01\/k-ghetto.jpg\" alt=\"ghetto venezia\" width=\"550\" height=\"413\" data-srcset=\"https:\/\/www.sixt.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/\/sites\/8\/2019\/01\/k-ghetto.jpg 1024w, https:\/\/www.sixt.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/\/sites\/8\/2019\/01\/k-ghetto-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.sixt.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/\/sites\/8\/2019\/01\/k-ghetto-768x576.jpg 768w\" data-sizes=\"(max-width: 550px) 100vw, 550px\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" style=\"--smush-placeholder-width: 550px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 550\/413;\" \/>&nbsp;&nbsp;<img decoding=\"async\" class=\"wp-image-1335 aligncenter lazyload\" data-src=\"https:\/\/it.sx-magazine-wp.sixt.io\/magazine\/wp-content\/uploads\/sites\/8\/2019\/01\/k-ghetto-nuovo.jpg\" alt=\"ghetto nuovo venezia\" width=\"550\" height=\"413\" data-srcset=\"https:\/\/www.sixt.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/\/sites\/8\/2019\/01\/k-ghetto-nuovo.jpg 640w, https:\/\/www.sixt.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/\/sites\/8\/2019\/01\/k-ghetto-nuovo-300x225.jpg 300w\" data-sizes=\"(max-width: 550px) 100vw, 550px\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" style=\"--smush-placeholder-width: 550px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 550\/413;\" \/><\/p>\n<p>Il ghetto ebraico di Venezia, situato nella parte settentrionale della citt\u00e0, si divide in tre aree distinte, ovvero&nbsp;<strong>ghetto vecchio<\/strong>,&nbsp;<strong>ghetto nuovo<\/strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>ghetto nuovissimo<\/strong>. Nonostante il nome, il pi\u00f9 antico \u00e8 proprio il&nbsp;ghetto nuovo, che&nbsp;sorge su isola circondata da canali e dove si insediarono i primi ebrei&nbsp;<em>ashkenaziti<\/em>. Nell\u2019epoca in cui il ghetto era soggetto a norme segregatorie,&nbsp; i ponti venivano chiusi a mezzanotte con dei cancelli e riaperti al mattino. Con l&#8217;arrivo di nuovi gruppi di ebrei &#8211; gli italiani,&nbsp;&nbsp;<em>ponentini<\/em>&nbsp;provenienti da Spagna e Portogallo e&nbsp;<em>levantini<\/em>&nbsp;(provenienti dalla Grecia) \u2013 la popolazione aument\u00f2 vertiginosamente saturando in poco tempo la zona. Traccia di ci\u00f2 si vede ancora negli edifici, tra i pi\u00f9 alti della citt\u00e0 (fino a otto piani) e con soffitti mediamente pi\u00f9 bassi rispetto alle altre zone, proprio per poterne sfruttare al massimo la capacit\u00e0 abitativa. La zona in cui venivano confinati gli ebrei sarebbe poi cresciuta con l&#8217;incorporazoione dell&#8217;area del&nbsp;ghetto vecchio e del ghetto nuovissimo.<\/p>\n<p>Anche a seguito delle deportazioni avvenute durante la Seconda Guerra Mondiale, sono oggi pochi gli ebrei che ancora abitano nel ghetto di Venezia, mentre ancora viva \u00e8 la tradizione gastronomica Kosher, che insieme alla presenza delle antiche sinagoghe conferisce all&#8217;area un fascino del tutto particolare. Uno degli aspetti che certamente apprezzerete maggiormente, passeggiando per le strade e per i &#8216;campi&#8217; del ghetto, \u00e8 la pace e tranquillit\u00e0 che contrasta nettamente con il trambusto delle zone di Venezia situate lungo gli itinerari turistici pi\u00f9 classici.<\/p>\n<h2>5. Terrazza del Fondaco dei Tedeschi<\/h2>\n<p>Chiudiamo la nostra mini guida su cosa vedere gratis a Venezia suggerendovi di visitare il Fondaco dei Tedeschi. Eretto nel 1228, e situato ai piedi del Ponte di Rialto di fronte al mercato del pesce, il Fondaco dei Tedeschi \u00e8 uno degli edifici pi\u00f9 grandi e riconoscibili di Venezia. Originariamente veniva utilizzato come avamposto commerciale e magazzino per i mercanti tedeschi,&nbsp; poi come dogana sotto Napoleone e infine come ufficio postale durante il fascismo. Rappresentato dal Canaletto e da altri maestri, fotografato innumerevoli volte come imponente sfondo del celebre ponte di Rialto, il Fondaco (il termine viene dall&#8217;arabo <em>funduq,<\/em>&nbsp;che significa casa-magazzino) \u00e8 un importante simbolo e testimonianza dell&#8217;epoca mercantile veneziana, la cui importanza \u00e8 diminuita parallelamente al progressivo spopolamento di Venezia.&nbsp;Dopo anni di abbandono, l&#8217;intera struttura \u00e8 stata sottoposta a un radicale intervento di restauro, guidato dall&#8217;archistar olandese <strong>Rem Koolhas,&nbsp;<\/strong>ed \u00e8 stato trasformato in store di lusso, integrando le vecchie strutture affacciate sul Canal Grande con elementi pi\u00f9 moderni.<\/p>\n<p>Il fiore all&#8217;occhiello del Fondaco, a meno che non siate interessati a fare shopping spendendo cifre da capogiro, \u00e8 la terrazza dalla quale si gode di una vista incomparabile sul Canal Grande e di una prospettiva unica su tutta la citt\u00e0 lagunare. La visita alla terrazza dura 15 minuti, possono accedere 80 persone per volta, e va prenotata in anticipo all&#8217;apposita <a href=\"https:\/\/www.dfs.com\/t-fondaco\/rooftop-terrace-booking\/booking\/terrace_venice_it.html\">pagina<\/a> o mediante gli i-pad posizionati al terzo e quarto piano.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-2709 size-full lazyload\" data-src=\"https:\/\/it.sx-magazine-wp.sixt.io\/magazine\/wp-content\/uploads\/sites\/8\/2019\/10\/717px-Palazzo_Dario.jpg\" alt=\"Palazzo_Dario - Venezia da Wikipedia\" width=\"717\" height=\"599\" data-srcset=\"https:\/\/www.sixt.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/\/sites\/8\/2019\/10\/717px-Palazzo_Dario.jpg 717w, https:\/\/www.sixt.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/\/sites\/8\/2019\/10\/717px-Palazzo_Dario-300x251.jpg 300w\" data-sizes=\"(max-width: 717px) 100vw, 717px\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" style=\"--smush-placeholder-width: 717px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 717\/599;\" \/><\/p>\n<h3><strong>Vuoi visitare Venezia? Sixt ti aspetta!<\/strong><\/h3>\n<p><a href=\"https:\/\/www.sixt.it\/autonoleggio\/italia\/venezia\/venezia-aeroporto\/\">Venezia Aeroporto<\/a><br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.sixt.it\/autonoleggio\/italia\/venezia\/venezia-piazzale-roma\/\">Venezia Piazzale Roma<\/a><br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.sixt.it\/autonoleggio\/italia\/mestre\/venezia-mestre-stazione\/\">Venezia Mestre Stazione<\/a><\/p>\n<!-- AddThis Advanced Settings generic via filter on the_content --><!-- AddThis Share Buttons generic via filter on the_content -->","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sono mediamente 25 milioni i turisti che ogni anno visitano Venezia, pronti a sgomitare per farsi spazio quotidianamente attraverso le suggestive strade, ponti e canali. 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